I pensieri di una mamma
I miei pensieri
Io amo tantissimo mio figlio Alessandro come anche Riccardo! Solo che Alessandro tante volte non mi dà la possibilità di farglielo vedere, comportandosi come fa! Ci sono anche periodi nei quali si comporta molto bene: è socievole, gentile, di buon umore. Sa fare tantissime cose, sta andando volentieri a scuola (!!), gli piace lavorare all’aria aperta, aiutare suo padre, è educato. Vedendolo così è un bravissimo ragazzo e io sono fiera di lui!
Quando, grazie al disturbo Adhd, ha i suoi accessi di rabbia, io mi spavento, vado in crisi e poi reagisco come lui perchè ho lo stesso disturbo! Con la differenza che non sono mai stata curata e in Italia il Ritalin per adulti non c’è. In Germania mi sono fatta fare la mia diagnosi e lì ho il diritto di avere il Ritalin anche per me, ma non qui e sto soffrendo per questo. Quel poco tempo che ho preso il Ritalin ero totalmente diversa, avevo molto più pazienza con Alessandro e Riccardo, riuscivo ad organizzarmi molto meglio.
Adesso, tante volte quando ci sono questi problemi con lui, mi sento come una “madre snaturata”. In fine dei conti ho tribulato tantissimo per averlo, l’ho voluto con tutto il cuore, come logicamente anche Riccardo, ma adesso non ce la faccio più ad andare avanti. Sono esausta dopo tutti questi anni di tribulazione e sofferenze. Mi dispiace doverlo dire, ma sono persino arrivata al punto di volerlo mettere in una comunità, per poter vivere un po’ più tranquilla. Anche se soprattutto per il suo bene, che lui impara a vivere con delle persone estranee che sanno meglio come fare perchè l’hanno studiato e non essendo coinvolti emozionalmente sono obiettivi.
Grazie a tutti questi problemi soffre anche Riccardo, perchè lui non è mai stato al centro dell’attenzione, addirittura tante volte non abbiamo il tempo - dovendo stare dietro ad Alessandro che richiede tanta attenzione - di guardarlo. Riccardo non dice mai niente, per lui va sempre tutto bene, ma anche lui ha il diritto di avere di più - in tutti sensi - da noi!
Posso dire che sono contenta di aver preso in tempo - a cinque anni - Alessandro in cura e curarlo ancora adesso -finchè ne ha bisogno -, di non aver fatto come mia madre che dice che aveva vergogna! Vergogna di che cosa???? Che tuo figlio/a ha un disturbo che si può curare???? A che cosa serve avere vergogna???? Io grazie a questa vergogna di mia madre ho tribulato tutta la vita e grazie ad Alessandro ho capito il perchè. Poi prendendo il Ritalin per un po’ di tempo ho visto che anche per me la vita poteva essere “normale”. Sono sicura che Alessandro senza le mie cure, i nostri sforzi e le notti insonne passate, a questo punto, sarebbe già da tanto tempo in comunità. Sono anche sicura che andando avanti potrà smettere di prendere il Ritalin, perchè in confronto ad una volta lui è già cambiato tantissimo in meglio e cambierà ancora imparando a vivere. Lui deve imparare - e penso che per insegnare questo sono più adatte persone che l’hanno studiato - che prima di fare o dire certe cose bisogna pensarci bene. Non come fa lui - ma tante volte anche io senza Ritalin!! - di fare o di dire qualsiasi cosa senza pensare alle conseguenze, come viene viene! Il bello è, che dopo, quando è successo, si pente, ma anche questo lo conosco da me, questo è ADHD!
Potrei addirittura tornare ancora più indietro nel tempo, anche mio padre, il nonno di Alessandro, era ADHD. Lui era uguale a suo nipote, molto aggressivo e dopo cinque minuti, quando tutto era passato, gli dispiaceva e se na pentiva. Io mio padre non l’ho conosciuto, mi ricordo i racconti di mia madre. Mio padre si è impiccato a 33 anni perchè - grazie all’ADHD - non riusciva ad avere una famiglia - mia madre ha divorziato dopo due anni di matrimonio, io avevo due anni e la sua seconda moglie anche -, non riusciva ad avere e mantenere un posto di lavoro e dei rapporti umani! Mi ricordo che la mia famiglia (zii e nonni) dicevano sempre che mio padre aveva avuto un brutto carattere, che era stato cattivo, violento ecc. Un bambino che sente queste cose dette su suo padre come si deve sentire???? Mia madre invece mi raccontava le cose brutte ma diceva anche che c’erano state anche molte cose belle con lui. E io le ho sempre detto di non voler e poter giudicare perchè non lo conoscevo. Avrei dato tutto per poterlo conoscere e parlargli insieme! Quando il nostro amico pediatra in Germania ha fatto la diagnosi ad Alessandro, mi ha detto: “Vedi, Ilona, adesso anche tuo padre è stato riabilitato!” Lui, Lutz, sapeva che ho sempre sofferto perchè ho avuto un “padre cattivo”! E ho sofferto anche perchè non lo conoscevo! Questa foto è tutto quello che ho!! E io tutto questo per mio figlio non lo volevo e non lo voglio!!